01 Jan
Musica e commenti sonori in Yorgos Lanthimos.

La musica nei film di Yorgos Lanthimos rappresenta un elemento fondamentale per comprendere e amplificare le atmosfere e i temi che caratterizzano il suo cinema. Regista greco noto per il suo stile unico e provocatorio, Lanthimos ha conquistato il pubblico e la critica con opere come Dogtooth (2009), The Lobster (2015), The Killing of a Sacred Deer (2017) e The Favourite (2018). In questo articolo esploreremo come la musica svolga un ruolo essenziale nell’opera del regista, analizzando le sue scelte sonore e il modo in cui queste contribuiscono alla costruzione narrativa ed emotiva delle sue storie.

Introduzione: Il ruolo della musica nel cinema di Lanthimos

Yorgos Lanthimos è noto per il suo approccio non convenzionale alla narrazione cinematografica. I suoi film spesso si muovono tra il dramma, il surreale e il grottesco, e la musica è uno degli strumenti principali che utilizza per rafforzare questi aspetti. L’uso della musica nei suoi film si distingue per la sua capacità di amplificare il senso di straniamento, sottolineare la tensione o, al contrario, creare momenti di ironia e distacco.A differenza di molti registi, Lanthimos non si limita a utilizzare colonne sonore tradizionali o canzoni preesistenti per accompagnare le scene. Invece, sceglie con cura brani musicali che possano diventare veri e propri personaggi all’interno della narrazione, dotati di una loro specifica funzione drammaturgica. L’interazione tra immagini e suoni nei suoi film è studiata al dettaglio, dando luogo a un’esperienza audiovisiva unica e inconfondibile.

Dogtooth (2009): Il minimalismo disturbante

In Dogtooth, la musica è usata per sottolineare l’atmosfera claustrofobica e distorta che caratterizza la vita della famiglia protagonista. I brani classici, come il valzer di Strauss, vengono inseriti in contesti surreali, generando un contrasto tra la bellezza formale della musica e la violenza psicologica delle immagini. Questo utilizzo è emblematico della poetica di Lanthimos, che spesso utilizza la musica per creare un senso di dissonanza emotiva nello spettatore.Inoltre, le pause e il silenzio giocano un ruolo fondamentale: l’assenza di musica in molte scene amplifica la sensazione di vuoto e alienazione, riflettendo il mondo artificiale in cui i personaggi sono confinati. Quando la musica interviene, è spesso per spezzare questa monotonia e introdurre un elemento di disturbo.

The Lobster (2015): L’ironia dell’incomunicabilità

Con The Lobster, Lanthimos porta il suo uso della musica a un livello ancora più sofisticato. La colonna sonora, composta da brani classici di Beethoven, Stravinskij e Shostakovich, si contrappone alle situazioni surreali e spesso assurde che si svolgono sullo schermo. La scelta di musica classica non è casuale: i brani, spesso caratterizzati da una struttura rigorosa e armonica, creano un’ironia sottile rispetto al caos emotivo e relazionale dei personaggi.Uno degli aspetti più interessanti è come la musica venga utilizzata per sottolineare il tema centrale del film: la difficoltà di comunicazione e la pressione sociale per conformarsi a determinati standard. La musica, con la sua perfezione formale, diventa un commento ironico sulla disfunzionalità delle relazioni umane rappresentate nel film.

The Killing of a Sacred Deer (2017): La tensione sonora

In The Killing of a Sacred Deer, la musica è uno degli strumenti principali attraverso cui Lanthimos costruisce la tensione. La colonna sonora è composta da brani classici e contemporanei, tra cui opere di J.S. Bach, György Ligeti e Sofia Gubaidulina. La scelta di brani atonali e dissonanti contribuisce a creare un senso di inquietudine che pervade l’intero film.Uno degli esempi più significativi è l’uso del Requiem di Schubert, che accompagna alcune delle scene più intense e drammatiche del film. La musica, con la sua solennità e gravitas, amplifica il senso di tragedia inevitabile che caratterizza la storia. Inoltre, l’alternanza tra momenti di silenzio e improvvise esplosioni sonore sottolinea la precarietà emotiva dei personaggi, mantenendo lo spettatore in uno stato di costante tensione.

The Favourite (2018): La decostruzione del dramma storico

Con The Favourite, Lanthimos si confronta con il genere del dramma storico, ma lo fa a modo suo, sovvertendo le convenzioni attraverso l’uso della musica. La colonna sonora include brani di compositori barocchi come Purcell e Vivaldi, accanto a opere contemporanee di Luc Ferrari e Anna Meredith. Questa commistione di stili musicali riflette la natura ambivalente del film, che oscilla tra il rigore formale e l’irriverenza.La musica è spesso utilizzata per creare contrasti: momenti di grande intensità emotiva sono accompagnati da brani musicali solenni, mentre scene più leggere o ironiche possono essere accompagnate da musica dal carattere sorprendentemente drammatico. Questo approccio contribuisce a destabilizzare lo spettatore, spingendolo a riconsiderare le sue aspettative sul genere e sulla storia che si sta raccontando.

Il silenzio come elemento narrativo

Un aspetto spesso trascurato, ma fondamentale nei film di Lanthimos, è il silenzio. L’assenza di musica o suoni in determinati momenti non è mai casuale, ma serve a enfatizzare l’isolamento emotivo dei personaggi o a preparare lo spettatore a un cambiamento drammatico. Il silenzio, in questo senso, diventa una forma di musica negativa, un vuoto che parla tanto quanto un brano orchestrale.


La musica nei film di Yorgos Lanthimos non è semplicemente un elemento decorativo, ma un vero e proprio strumento narrativo. Attraverso scelte sonore che spaziano dal classico al contemporaneo, il regista riesce a creare un universo unico, in cui suoni e immagini si fondono per raccontare storie complesse e stratificate. La sua capacità di utilizzare la musica per amplificare l’ironia, la tensione o il dramma lo rende uno dei registi più interessanti del panorama cinematografico contemporaneo.Che si tratti di un valzer di Strauss in Dogtooth o di un brano atonale in The Killing of a Sacred Deer, ogni scelta musicale nei film di Lanthimos è pensata per arricchire l’esperienza dello spettatore, offrendo nuovi livelli di lettura e comprensione. Il suo lavoro dimostra come la musica, se utilizzata con maestria, possa diventare un elemento fondamentale per il cinema, capace di trasformare un film in un’opera d’arte completa.

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