Per comprendere appieno "Electroma" è fondamentale inserirlo nel contesto più ampio della produzione artistica dei Daft Punk, un duo che ha sempre curato con attenzione maniacale l'aspetto visivo della propria musica, creando un immaginario unico e riconoscibile.
Fin dagli esordi, i loro video musicali si sono distinti per originalità e sperimentazione, spesso anticipando tendenze e influenzando altri artisti. Pensiamo a clip come "Around the World" e "Da Funk", che negli anni '90 hanno rivoluzionato l'estetica dei video musicali con la loro combinazione di animazione, effetti speciali e coreografie innovative. O ancora a "One More Time" e "Harder, Better, Faster, Stronger", che hanno contribuito a lanciare la moda dell'animazione giapponese e dell'estetica cyberpunk.
In questo senso, un lungometraggio del genere può essere visto come un'evoluzione naturale del loro percorso artistico, un'occasione per esplorare in modo più approfondito le tematiche e le suggestioni visive che avevano già caratterizzato i loro video musicali. Ad esempio, l'interesse per la robotica e l'intelligenza artificiale, presente in clip come "Technologic" e "Robot Rock", trova in "Electroma" una declinazione più matura e complessa, che va oltre la semplice rappresentazione estetica per indagare il rapporto tra uomo e macchina, tra identità e artificio.
Anche l'estetica del film, con i suoi colori saturi, le inquadrature ampie e simmetriche, e l'atmosfera sospesa e onirica, richiama l'immaginario visivo che i Daft Punk hanno costruito nel corso degli anni. Pensiamo ai paesaggi desertici e alle ambientazioni futuristiche di video come "Revolution 909" e "Aerodynamic", o alle atmosfere surreali e inquietanti di "Prime Time of Your Life" e "Around the World".
E tutto questo non è solo legato al passato dei Daft Punk. Il film si inserisce anche nel panorama del cinema indipendente e sperimentale degli anni 2000, dialogando con opere di autori come David Lynch, Harmony Korine e Gus Van Sant. Come questi registi, i Daft Punk sperimentano con il linguaggio cinematografico, utilizzando il montaggio, la fotografia e il suono in modo non convenzionale per creare un'esperienza sensoriale e emotiva unica.
L'assenza di dialoghi, la lentezza del ritmo e l'attenzione ai dettagli visivi creano un'atmosfera contemplativa che invita lo spettatore a immergersi nel mondo del film e a riflettere sui temi proposti. In questo senso, "Electroma" può essere visto come un'opera che sfida le convenzioni del cinema narrativo e che apre nuove possibilità espressive. I Daft Punk non si limitano a dirigere un film, ma creano un'opera d'arte totale, che unisce musica, immagini e narrazione in un unicum coerente e affascinante. Un'opera che riflette la loro visione artistica e che lascia un'impronta duratura nella mente dello spettatore.